In linea con quanto fatto in altri parti del mondo (Amsterdam, San Francisco, Barcellona, Parigi e di recente New York), l’Italia prepara la stretta sugli affitti brevi. E lo fa con il Ddl redatto dal ministro Santanché che disciplina le locazioni di immobili ad uso abitativo per finalità turistiche, ha il preciso scopo di “fornire una disciplina uniforme a livello nazionale volta a fronteggiare il rischio di un turismo sovradimensionato rispetto alle potenzialità ricettive locali e a salvaguardare la residenzialità dei centri storici ed impedirne lo spopolamento”, così come recita all’art. 1.

Dunque, come specifica bene Aspesi-Unione Immobiliare, si propone di “porre fine alla concorrenza sleale che tanti B&B mettono in atto contro gli alberghi. Una richiesta  – sottolinea l’associazione – che nasce innanzitutto dalle strutture, ma anche dai sindaci e dai cittadini che hanno chiesto maggior tutela”.

Tra le novità più rilevanti previste nel Ddl c’è il “Codice identificativo nazionale (Cin) assegnato dal ministero del Turismo a ogni immobile ad uso abitativo oggetto di locazione per finalità turistiche”. Un provvedimento che sostituisce i Codici identificativi già introdotti dalla Regioni al fine di aumentare la trasparenza ed evitare gli affitti in nero, dunque vuole “assicurare la tutela della concorrenza, della sicurezza del territorio e per contrastare forme irregolari di ospitalità”.
Il codice andrà esposto in ogni annuncio pubblicato sulle piattaforme come Airbnb e Booking, oltre che sulla porta di casa, pena una sanzione fino a 3.000 euro per i siti e fino a 5.000 euro per chi affitta senza codice.

Minimum stay, cioè la “durata minima del contratto di locazione per finalità turistiche che non può essere inferiore a due notti, fatta eccezione per l’ipotesi in cui la parte conduttrice sia costituita da un nucleo familiare numeroso composto da almeno un genitore e tre figli” e per i Comuni sotto i 5mila abitanti, i cosiddetti borghi.

Un’altra disposizione inserita nel decreto riguarda gli affitti in forma imprenditoriale, ovvero l’attività portata avanti da un singolo titolare di più appartamenti da affittare. Nel ddl turismo è prevista una dichiarazione di inizio attività con una nuova categoria economica assegnata specificamente alle locazioni turistiche.

“Finalmente si è deciso di fare chiarezza su questa nuova tipologia di vacanza” ha commentato Marco Celani, presidente Aigab e a.d. di Italianway, primo operatore sul mercato italiano degli affitti brevi per numero di immobili contrattualizzati e destinazioni coperte.

Le funzioni di controllo e l’applicazione delle sanzioni, così come cita l’art. 6 “sono esercitate dai comuni, attraverso gli organi di polizia locale, e dall’autorità di pubblica sicurezza, ciascuno nell’ambito delle rispettive competenze”. Dunque gli enti locali si preparano ad incassare.

Qui la bozza del Ddl – https://www.unioneimmobiliare.org/public/files/2023/NL/Normativa/DDL-locazioni-turistiche-23.05.23.pdf

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